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23 dicembre 2009

Debito Pubblico 2009

<a href="http://www.beppegrillo.it/2009/12/tremorti_il_pia.html">C'erano una volta i ministri dell'economia ambasciatori delle imprese nazionali. Nei loro viaggi istituzionali all'estero promuovevano imprese come Telettra, Italtel, Telecom Italia, Olivetti, Alfa Romeo. Oggi tutto è cambiato. Tremorti sponsorizza nei suoi tour internazionali l'unico vero prodotto italiano in continua espansione: il debito pubblico, che ha raggiunto i 1.801 miliardi di euro. Tremorti è, allo stesso tempo, produttore del debito e suo esportatore. Più ne ha, più ne deve piazzare sotto forma di titoli di Stato. L'ultima disperata missione è avvenuta in Cina dove ha venduto tutti i titoli di Stato che ha potuto. In cambio di cosa? Sovranità nazionale. L'equazione è semplice: chi è padrone del nostro debito è padrone della nostra politica economica. Secondo la Banca d'Italia i titoli di Stato in mano straniera sono in forte aumento. La Cina è vicina, almeno fino al crack." (Beppe Grillo)</a>

La vendita di titoli di Stato all'estero significa che il debito pubblico, ora interno, diventa debito con l'estero. A sua volta, questo significa che il creditore estero assume un ruolo nella politica interna, ovvero si privatizza lo Stato. Significa anche che il creditore estero puo' esigere il pagamento del debito. Poiche' lo Stato Italiano e' solvente, il creditore estero puo' chiedere beni Statali fino a totale a copertura del debito. Insomma, puo' mandarci in bancarotta e portarci via la "res pubblica". Un referendum dovrebbe urgentemente abrogare la facolta' del politico di vendere il debito pubblico all'estero, in modo da costringerlo a risolvere il problema internamente, senza buttare il bambino con l'acqua sporca. La causa del debito pubblico e' una medaglia a due faccie: sprechi ed evasione, causati, a loro volta, dalla commistione fra banche, politica e mafia. A mio giudizio, il primo obiettivo e' dunque realizzare il referendum di cui sopra. Il secondo e' quello di ripulire il Parlamento.

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17 marzo 2007

Trimestrale di Cassa (Marzo 2007)

Nota:

" C'è una buona notizia: è stata depositata dal Ministro Padoa Schioppa la cosiddetta trimestrale di cassa, cioè un'analisi delle entrate pervenute all'erario in questi mesi e delle uscite dovute ai fabbisogni dello Stato, utile per verificare la salute della finanza pubblica.
Il debito pubblico è in via di diminuzione. Questo è positivo: gli interventi del Governo in questi mesi hanno giovato, il debito è minore e quindi c'è aspettativa di miglioramento economico.
Ci sono state più entrate fiscali: 8-10 miliardi di euro in più sono pervenuti alle casse dello Stato, rispetto alle previsioni della scorsa Finanziaria. Abbiamo discusso, e ancora si discuterà anche in Parlamento, dell'impiego di questi soldi. (A. DiPietro)


Commento:

Rispetto alla mia nota di gennaio, la trimestrale di cassa non offre alcun motivo di entusiasmo. Io aspetterei a cantare vittoria. Il debito pubblico e' da infarto, e non cala affatto. Ci devono dire da dove arrivano quei soldi "in piu'"; a quanto vedo sono in gran parte dovuti a tasse pagate dalla FIAT. Un bilancio FIAT non fa primavera, ne' riduce il debito pubblico. Le entrate devono essere sostenibili a lungo termine, devono coinvolgere l'intero sistema produttivo Italiano, e devono essere accompagnate da una piu' sostanziosa riduzione delle uscite da parte delle amministrazioni pubbliche. La cura e' necessaria ed improrogabile, almeno fino all'estinzione del debito. Servono tagli profondi agli sprechi. Si seguita a tagliare sulla sanita', ma le provincie restano in piedi. Le provincie non servono a niente! La finanziaria 2007 le mantiene, mentre taglia la sanita'!!!

In merito alla sanita', esistono figure professionali controverse, quali il dentista della mutua (che non usa nessuno), l'osteopata (che spesso si limita a guardare le lastre per poi diagnosticare una scoliosi e spedirti dal fisiatra), il fisiatra (che si limita a guardare le lastre per poi diagnosticare una scoliosi e spedirti dal fisioterapista), il fisioterapista (che spesso si limita all'uso delle macchine, perche' incapace di fare massaggi e insegnare esercizi posturali). In sintesi, l'intero apparato della sanita' pubblica in materia di diagnostica e terapia per la colonna dovrebbe essere riformato, licenziando osteopati, fisiatri e fisioterapisti, ed assumendo chiropratici. In USA la chiropratica e' praticata direttamente dal medico di base, con un beneficio tangibile per il paziente ed un risparmio notevole di costi per tutti.

Esistono un mare di cose che lo Stato Italiano dovrebbe e potrebbe fare, se lo volesse realmente.

9 marzo 2007

indici di competitivita'

E' possibile pesare la competitivita' in vari modi. In USA usano un panino di McDonalds: il prodotto e' identico in tutto il pianeta, ma il prezzo fluttua localmente. In Italia, che e' ancora fra le ultime in Europa per diffusione di Informatica, si potrebbe usare il prezzo di un monitor.

Monitor Dell 2407WFP:



prezzo in USA: 699 USD tasse escluse
prezzo in Italia: 1.078,80 EUR tasse incluse


In USA, ogni stato ha la sua tassa IVA (VAT), ed alcuni stati non prevedono alcuna tassa quando si acquista per corrispondenza; e' possibile, ad esempio, comprare il monitor in Boston (MA) facendoselo spedire dal Texas in 12 ore, e non pagare l'IVA perche' non richiesta. In Italia, i monitor arrivano dall'Irlanda, se non direttamente dalla Cina, e lo stato Italiano chiede l'IVA localmente. Di piu', il dollaro e' oggi a 0.76 EUR, dunque l'equivalente di 699 USD e' 531.5 EUR, che e' esattamente la meta' del prezzo in Italia.

Famiglie e aziende Italiane spendono il doppio di quelle in USA.

21 febbraio 2007

alle urne (si spera)

Si e' concluso in anticipo il mandato Prodi. Peccato, perche' ci si stava facendo l'abitudine ai voltagabbana elettorali, agli indulti, alla droga legalizzata, ai matrimoni fra omosessuali, alla finanziaria di risanamento che non risana, ed alle riforme che non riformano. Di quel passo, fra altri sei mesi, si avrebbe avuto lo scioglimento del concordato fra stato e chiesa, il matrimonio poligamo, e l'uscita dell'Italia dai G8 a causa di un debito pubblico grande come il mare e che il Governo Prodi voleva ridurre con il cucchiaino. Peccato, perche' finalmente l'Italia sarebbe andata in bancarotta, la classe politica sarebbe stata spazzata via dal popolo a schiaffoni, gli industriali si sarebbero rimboccati le maniche, e si sarebbe ricostruita l'Italia su nuove basi democratiche, a partire dalla riscrittura dagli articoli 67 e 68 della Costituzione, per i quali la classe politica e' libera di agire arbitrariamente. Peccato.

13 febbraio 2007

Informatica

In questi giorni si parla finalmente di economia nell'industria dell'Informatica. Non ne parlano le Istituzioni, non ne parla la stampa su carta, ne parla invece "Punto Informatico", un giornale online del settore.

La professione di Informatico, vista dal dipendente:

  • e' usurante: La scienza medica registra per gli Informatici patologie alla vista, al sistema scheletrico, ed al sistema neuro-vegetativo.
  • e' non regolamentata: Mentre in tutti gli altri settori produttivi vige la legge delle 40 ore settimanali, nell'industria Informatica si lavora 80 ore settimanali.
  • e' sottopagata: La Statistica di settore dice che in Italia il livello di retribuzione e' nella media Europea. La Statistica dice anche che se immergi I piedi in un blocco di ghiaccio e ficchi la testa in una pentola di acqua bollente, la tua temperatura media e' proprio quella fisiologica di 36 gradi Celsius e dunque stai benissimo. In economia, con stipendi da 400 euro da una parte e bonus TFR di qualche milione di euro dall'altra, la Statistica diche che siamo allineati alla media Europea. Resta il problema che, nel fare la media, la Statistica bilancia una manciata di stipendi altissimi con un mare di stipendi bassissimi. Lo stipendio medio reale, per un Informatico in Italia, e' di circa 600-800 euro al mese, quanto basta per affittare una camera da letto presso terzi.
  • e' precaria: come altre, peggio di altre.

Un lavoro non regolamentato, che ti impegna l'intera giornata, usurante, sottopagato, e precario, e' precisamente la definizione di schiavitu' moderna. Life-for-Food, la tua vita in cambio di un buono per la mensa. E non siamo in Africa; siamo in Italia. In Africa danno via il petrolio, ed hanno cibo in cambio. In Italia, dai via la tua giovinezza, e ti ritrovi a quarant'anni con un buco in tasca.

La professione di Informatico, vista dal datore di lavoro:

  • l'unica legge che tutela il software e' il CopyRight;
  • Il CopyRight del software prodotto dai miei dipendenti mi appartiene;
  • Il mio profitto deriva da contratti di licenza per software prodotto di miei dipendenti;
  • I professionisti dell'Informatica sono adulti con esperienza, ma mordono il freno per avere una posizione stabile, per comprarsi casa e metter su famiglia, ma io non voglio dividere I miei profitti con loro, dunque assumo neo-laureati, giovani, pieni di energie e di idee innovative, li sfrutto a 10-12 ore al giorno per 600-800 euro al mese finche' resistono. Quando sono esauriti e depressi, li licenzio e li sostituisco con altri neo-laureati, ed il ciclo continua. I dipendenti vanno e vengono, ed e' normale in un mercato in cui vale la legge Biagi. Io resto proprietario del CopyRight, dunque continuo a vendere le licenze.


Il problema:

Per spiegare veramente il problema, bisogna paragonare la professione di informatico ad altra professione regolata dalla stessa legge ma di cui si ha migliore intuizione. Poiche' l'unica legge che tutela l'informatico e' il copyright, l'Informatico e' come l'autore di un libro, e le societa' di informatica sono come le case editrici. Cosa succede se gli autori dei libri sono anche dipendenti della casa editrice? Per legge, il copyright prodotto da un dipendente appartiene al datore di lavoro; il copyright, nato per tutelare l'autore, diventa di proprieta' della casa editrice. Dunque il libro e' di proprieta' della casa editrice, e l'autore stipendiato non riceve royalty. Invece, come ben noto, un autore di libri vive dalle royalty, che percepisce anche quando non scrive piu', ed I suoi familiari riceveranno le royalty fino a 70 anni dopo la sua morte. Il software, invece, e' "prodotto" in modo collaborativo da dipendenti, e dunque appartiene al datore di lavoro. Si legga bene la frase precedente, perche' e' la chiave di lettura del problema. Si parla infatti di produzione o gestione del software, non di progettazione; le societa' di Informatica in Italia, ben sapendo il significato di copyright, si guardano bene dall'avere progettisti, poiche' il lavoro di un progettista ha il copyright. La costruzione o gestione del software, invece, e' un lavoro collaborativo di routine, come I manovali in una impresa di costruzioni o gli amministratori di condominio, e dunque non qualifica per copyright. Di fatto esiste la progettazione, ma e' nascosta, frammentata, svolta da persone assunte come "tuttofare", e non appena emerge un qualche livello di originalita', interviene un dirigente per alterare la forma dell'invenzione in modo che sia chiaro che l'opera e' di proprieta' della societa' e non dell'autore dipendente. La casa editrice resta proprietaria dell'opera, e continua a trarne profitto per un tempo indefinito, mentre gli autori del software sono costretti a lavorare anche come manovali e non ricevono alcuna royalty. Non si e' mai visto un annuncio di lavoro per "architetto/muratore", ma si vedono in continuazione annunci di lavoro per "analista/programmatore/amministratore". Tutto questo e' ovviamente il risultato della mancanza di un quadro normativo che dia dignita' alla professione di Informatico progettista (percettore di royalty) e che la distingua in modo netto da quella di Informatico programmatore/amministratore (senza royalty, e dunque lavoratore dipendente). La cosa ancor piu' criminosa e' lo sfruttamento dei neo-laureati. Non e' affatto vero che I neo-laureati non sanno lavorare. In realta', I neo-laureati sono persone fresche di studi aggiornati, hanno energia fisica e mentale, hanno stamina, reggono ritmi di lavoro impensabili per gli adulti, e sono autentici vulcani di idee innovative. Sfruttarli e' un crimine. Lo Stato investe molto nell'universita', non quanto in altri paesi, ma e' comunque un investimento notevole i cui frutti non possono andare sprecati a causa di un mercato senza etica professionale.

Il Parlamento deve interrogarsi sul fenomeno, per regolamentare l'industria Informatica e dare dignita' ad una professione importante e difficile. Gli autori di software devono percepire le royalty. Bisogna separare la carriera dell'Informatico progettista da quella dell'Informatico programmatore, cosi' come si separa la carriera dell'Architetto da quella del muratore, imbianchino, elettricista, idraulico, etc. Progettista e Programmatore sono mestieri di fatto distinti, ma che la assenza di regolamentazione consente di svolgere sotto lo stesso tetto, con conflitto di interessi ed abusi.

26 gennaio 2007

Il Governo scalda il motore

Pare che il Governo abbia trovato la via della virtu', e che alcuni (pochi) ministri stiano lavorando con profitto. Il decreto Bersani segue al precedente decreto Padoa-Schioppa, ed entrambi i ministri muovono finalmente nella direzione giusta: l'efficienza!

20 gennaio 2007

Dipendenti statali con il Curriculum Vitae

Note:


Commento:
Quanto e' gia' stato fatto in altri paesi, qui' in Italia e' ancora fantasia. Il debito pubblico sia di pungolo al Governo, per trovare la forza morale, ed i mezzi materiali, per rendere economica ed efficiente l'intera amministrazione pubblica. Servono tagli profondi. Serve eliminare le provincie, ed informatizzare l'intero sistema. Prendere Poste Italiane come esempio.

Aggiornamento:
Mi dicono che nel pubblico impiego, ad esempio in Comune, esiste una graduatoria per la quale il non laureato e' assunto in fascia A, mentre il laureato e' assunto in fascia D, dove "D" significa "Dirigente". Nel caso dei vertici di parito, trattandosi anch'essi di dipendenti pubblici, uno si aspetta che siano tutti laureati. Vige, invece, il principio Orwelliano per il quale tutti sono uguali davanti alla legge, ma alcuni sono piu' uguali di altri. Esistono, infatti, "dirigenti" non laureati. E' lecito fare i loro nomi?

Nella loro funzione pubblica, in ogni paese democratico, inclusa l'Italia, il politico e' personaggio pubblico, oltre ad essere un dipendente pubblico, quindi il suo curriculum vitae deve essere disponibile al datore di lavoro, cioe' ai cittadini. Il primo dato di un CV, il piu' importante, e' il titolo di studio. Nella situazione in cui versano le casse dello Stato, e lo Stato in generale, il bravo datore di lavoro deve fare un po' di autocritica. Chi ho assunto? Perche' le cose sono andate male per cosi' tanto tempo? Perche' ogni cittadino si ritrova con 27000 euro di debito generato dai propri dipendenti? Perche' esistono dirigenti che creano e indebitano societa' a partecipazione statale per poi lasciare l'incarico prendendosi un TFR di decine di milioni di euro? Queste ed altre domande hanno un comune denominatore: la qualita' dei primi fra i pari. Dunque, nell'esercizio della mia fetta di sovranita' popolare, ho deciso di informarmi sul titolo di studio dei dipendenti pubblici piu' in vista. Ecco l'elenco. La fonte principale e' il sito del Governo, la quale pero' non riporta il dettaglio per i dirigenti non laureati. Le integrazioni provengono dunque dai giornali (per Bossi e Calderoli) e da Wikipedia (per Bertinotti e Giordano).

Attuali dipendenti:



dipendentetitoloimpiego
Amato GiulianoLaurea in GiurisprudenzaMinistro Interno
Berlusconi SilvioLaurea in GiurisprudenzaPresidente di partito
Bersani PierluigiLaurea in LettereMinistro Sviluppo Economico
Bertinotti FaustoDiplomato, con tre anni di ritardo per via di alcune bocciature, come Perito Elettronico all'istituto Omar di NovaraPresidente Camera
Bianchi AlessandroLaurea in IngegneriaMinistro Trasporti
Bindi RosyLaurea in Scienze PoliticheMinistro Famiglia
Bonino EmmaLaurea in LingueMinistro Commercio Internazionale e Politiche Europee
Bossi UmbertoDiploma Scuola RadioelettraPresidente di partito, promotore riforma federalista
Calderoli RobertoDentistaPortavoce di partito, autore attuale legge elettorale
Casini PierferdinandoLaurea in GiurisprudenzaPresidente di partito
Chiti VanninoLaurea in FilosofiaMinistro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme Istituzionali
D'Alema MassimoDiploma di Liceo ClassicoVicepresidente del Consiglio, Ministro Affari Esteri, Sottosegretario Economia e Finanze
Damiano CesareDiploma scuola media superioreMinistro Lavoro
DeCastro PaoloLaurea in AgrariaMinistro Agricoltura
DiPietro AntonioLaurea in GiurisprudenzaPresidente di Partito, Ministro Infrastrutture; Promotore di "parlamento pulito", etica in politica, efficienza in amministrazione pubblica
Fassino PieroLaurea in Scienze PolitichePresidente di partito
Ferrero PaoloDiploma ITISMinistro Solidarieta'
Fioroni GiuseppeLaurea in MedicinaMinistro Istruzione
Fini GianfrancoLaurea in PsicologiaPresidente di partito
Gentiloni PaoloLaurea in Scienze PoliticheMinistro Comunicazioni
Giordano FrancoDiploma Liceo ScientificoPresidente di Partito
Lanzillotta LindaLaurea in LettereMinistro Affari Regionali e Autonomie Locali
Letta EnricoPhDSottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio
MariniLaurea in GiurisprudenzaPresidente Senato
Mastella ClementeLaurea in LettereMinistro della Giustizia
Melandri GiovannaLaurea in EconomiaMinistro Sport
Mussi FabioLaurea in ?Ministro Universita'
Nicolais LuigiLaurea in ?Ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione
Padoa-Schioppa TommasoLaurea in EconomiaMinistro Economia e Finanze
Parisi ArturoLaurea in GiurisprudenzaMinitro Difesa
Pecoraro-Scanio AlfonsoLaurea in GiurisprudenzaMinistro Ambiente
Pollastrini BarbaraLaurea in LingueMinistro dei Diritti e Pari Opportunità
Prodi RomanoLaurea in GiurisprudenzaPresidente del Consiglio
Rutelli FrancescoDiploma di Liceo ClassicoVicepresidente del Consiglio, Ministro Beni e attivita' Culturali,
Santagata GiulioLaurea in EconomiaMinistro per l'Attuazione del Programma di Governo
Turco LiviaLaurea in LettereMinistro Salute


Dipendenti storici:



dipendentetitoloimpiego
Andreotti GiulioLaurea in Giurisprudenza
Ciampi Carlo AzeglioLauree: Lettere, Giurisprudenza
Cossiga FrancescoLaurea in Giurisprudenza
De Gasperi AlcideLaurea in Filologia
De Nicola EnricoLaurea in Giurisprudenza
Einaudi LuigiLaurea in Giurisprudenza
Fanfani AmintoreLaurea in Economia
Forlani ArnaldoLaurea in Giurisprudenza
Leone GiovanniLaurea in Giurisprudenza
Mazzini GiuseppeLaurea in Giurisprudenza
Moro AldoLaurea in Giurisprudenza
Pertini SandroLaurea in Giurisprudenza
Saragat GiuseppeLaurea in Economia
Scalfaro Oscar LuigiLaurea in Giurisprudenza
Segni AntonioLaurea in Giurisprudenza
Segni MarioLaurea in Giurisprudenza


Letta e' un purosangue, e dovrebbe avere incarichi di maggior prestigio. Non commento su Bertinotti, D'Alema e Rutelli, perche' il dato si commenta da se'.

Quando si vota, bisogna chiedersi tre cose:
1. che titolo ha?
2. ha la fedina penale pulita?
3. mantiene le promesse?

L'elenco di cui sopra risponde in parte al primo punto. Mancano infatti molti nomi della passata amministrazione. Il secondo punto e' risposto da Marco Travaglio. Il terzo punto e' tutto da costruire. Serve poi incrociare i dati, per avere il quadro d'insieme. L'esercizio non e' una perdita di tempo. Serve, infatti, a capire che la qualita' dell'Italia dipende anche dalla qualita' di chi mandiamo al potere. Servono Politici migliori per un'Italia migliore.

11 gennaio 2007

Gazzetta Ufficiale

[Questa e' una lettera da me inviata, in data di oggi (31/10/2006), al Governo (trasparenzanormativa@governo.it) ed in copia a Beppe Grillo (segnalazioni@beppegrillo.it). Avra' mai una risposta?]

Salve,

credo sia un atto dovuto, da parte dei siti internet di Governo e Parlamento, [di] mettere a disposizione in forma gratuita ed ufficiale, tutto il corpo delle leggi attualmente in vigore, incluso il TUIR (testo unico delle imposte sul reddito). Dico questo per tre ragioni.

La prima ragione e' che le leggi sono atti pubblici, frutto dell'attivita' di organi pubblici, pagati dai cittadini con le tasse; in quanto tali, devono essere anche disponibili al pubblico, in forma ufficiale e gratuita, simile alla OJEC (giornale ufficiale della comunita' europea).

La seconda ragione e' che, ormai da tempo, la Gazzetta Ufficiale non e' piu' in vendita nelle tabaccherie, l'abbonamento (sia su carta che elettronico) e' alquanto oneroso per il singolo cittadino che voglia mantenersi aggiornato, e la consultazione presso il Comune richiede troppo tempo.

La terza ragione e' che la legge non ammette ignoranza, ed e' dunque doveroso abbattere ogni possibile barriera che sia di impedimento alla lettura della normativa vigente nella sua forma ufficiale ed aggiornata.

Il sito della Gazzetta Ufficiale dovrebbe fornire accesso corretto e completo a tutta la normativa vigente. La minore entrata dovuta alla cessione gratuita puo' essere largamente compensata da una opportuna distrazione di parte delle risorse attualmente erogate alla RAI con il canone; infatti, e' piu' importante avere accesso alla legge che non trasmettere inutili programmi di costume nella televisione di Stato.

In attesa di positivo riscontro, porgo i miei saluti.

Aggiornamento: 11 Gennaio 2007

Il Governo Inglese ha messo a disposizione il corpus giuridico, gratuitamente, in Internet. Il sito e' http://www.statutelaw.gov.uk. Nel frattempo, il Governo Italiano non ha neanche preso in considerazione la possibilita' di una tale iniziativa, ed io non ho ancora avuto uno straccio di risposta. La pseudo-democrazia Italiana funziona solo quando chiedono i voti elettorali, poi ti ignorano, fino alle successive elezioni.


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9 gennaio 2007

Italia di ieri, Italia di domani

Nota:
Per decine di migliaia di toscani, abruzzesi, veneti, lucani la sola speranza era emigrare in Belgio, Francia, Germania, Svizzera o verso continenti lontani. (Padoa-Schioppa, Corriere della Sera, 8 Gennaio 2007)

Commento:
In un mercato globale, e' anche necessario leggere i fatti nel contesto. I paesi citati, sono anche i paesi che ancor oggi hanno una situazione socio-economica migliore dell'Italia. Allora un bravo economista deve leggere il contesto, e farsi delle domande. In una fase storica in cui l'Italia non era poi tanto diversa da Belgio, Francia, etc., quei paesi offrivano opportunita', in Italia si offrivano conti da pagare. Oggi, come ieri, la situazione e' immutata; si continua ad emigrare, e per le stesse identiche ragioni.

3 gennaio 2007

deficit e debito pubblico

Nota (3 Gennaio 2007):

Deficit pubblico per il 2005: 60 miliardi di euro
Deficit pubblico per il 2006: 35 miliardi di euro

Debito pubblico per il 2005: 1.534,467 miliardi di euro
Debito pubblico per il 2006: 1.601,483 miliardi di euro (parziale)

Il Governo annuncia il dimezzamento del deficit, ma non dice una parola sul debito.

Commento:

Rispetto al 2005, il deficit si e' ridotto di 25 miliardi, ma il debito e' aumentato di 388452 miliardi. La riduzione del deficit e' dovuta ad un inatteso innalzamento delle entrate fiscali, non a minori sprechi dell'amministrazione pubblica. L'innalzamento del debito e' dovuto al deficit (nuovi debiti) ed agli interessi passivi sul debito pregresso.

La riduzione del deficit e' atto necessario ma non sufficiente alla riduzione del debito. Ipotizzando un costante dimezzamento del deficit nei prossimi anni, ed il congelamento degli interessi sul debito, serviranno 53 anni di lacrime e sangue per risanare le finanze pubbliche. Se si considerano gli attuali interessi passivi, la disoccupazione, la emigrazione, l'immigrazione, e l'invecchiamento della popolazione attiva, il debito seguitera' a crescere e non e' possibile fare previsioni ottimiste. Sperare in un improvviso Rinascimento dell'economia Italiana sarebbe da idioti irresponsabili.

Volendo rappresentare la situazione per immagini, si pensi ad un asino legato ad un carretto. L'asino rappresenta il popolo Italiano, ed il carretto rappresenta il peso di uno Stato inefficiente. La situazione e' semplicemente insostenibile. Le finanze pubbliche devono essere risanate con minori spese, non con maggiori tasse. Come ha detto giustamente Fassino, una finanziaria come questa sara' impossibile negli anni a venire. L'amministrazione pubblica deve essere riformata.

1 gennaio 2007

Re: Messaggio di fine anno del Presidente Napolitano

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 2006.


Commenti:

"A voi che mi ascoltate, e a tutti gli italiani, in patria e all'estero, il più cordiale augurio di Buon Anno."

Grazie, altrettanto.

"A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire : non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. Contribuite a rinnovarla, a migliorarla culturalmente e moralmente. [...] non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività, e la partecipazione dei cittadini è indispensabile affinché quelle scelte corrispondano al bene comune."

Esistono tre problemi di dialogo fra il popolo sovrano e le istituzioni.

Il primo problema e' rappresentato dall'Articolo 68 della Costituzione ; come ho gia' avuto modo di osservare, nessun articolo dice esplicitamente che i candidati eletti rappresentano i loro elettori sulla base del programma politico per il quale sono stati votati. L'articolo 68 implica che il programma puo' essere disatteso mentendo al cittadino. Un esempio di questo e' l'attuale Governo Prodi: eletto per introdurre riforme strutturali necessarie all'abbattimento del debito pubblico, il Governo ha appena approvato un piano finanziario senza riforme strutturali e con nuove tasse. L'articolo 68 deve essere riveduto e corretto, in modo da garantire che l'attivita' di Governo corrisponda alla volonta' del popolo sovrano. E' il problema aperto della correttezza delle istituzioni democratiche rispetto alla volonta' popolare.

Il secondo problema riguarda il dialogo successivo alla campagna elettorale. Non e' infatti ammissibile che un Governo eletto sulla base di un programma, agisca arbitrariamente su ogni altro argomento non trattato in campagna elettorale. Il Governo Prodi fornisce un altro esempio; l'eutanasia ed il matrimonio fra gay non erano in programma, ma il Governo ha accettato il caso Welby, si appresta a varare una legge in favore dell'eutanasia, e si appresta ad istituire i PACS, il tutto con atto arbitrario da parte di una minoranza di pensiero in seno alla maggioranza politica.

Il terzo problema riguarda il voto di scambio ed il conflitto di interessi. Il cittadino ha ormai un portafogli economico ed un portafogli politico; il primo per le carte di credito, il secondo per le tessere di partito. La politica e' uno strumento necessario nell'economia. All'occorrenza, si esibisce la tessera di partito giusta al momento giusto, come se fosse una carta di credito politico che apre molte porte. Esistono anche sindaci eletti sulla base di accordi elettorali informali, mediante riunioni in cui i dipendenti di certe aziende schierate garantiscono voti al candidato, in cambio di favori economici durante il mandato. Le persone chiedono un posto di lavoro per il figlio, da aversi in anticipo rispetto al giorno delle elezioni. Figli di politici ottengono posizioni di privilegio in importanti societa' a cui la dea bendata assegnera' importanti appalti statali. Proprietari di terreno agricolo hanno i propri progetti approvati dalla commissione edilizia locale, con virtuosismi burocratici in cui il terreno cambia destinazione d'uso, ed il progettista siede in commissione edilizia. Se ne vedono di tutti i colori, ed e' piu' facile esercitare l'omerta' che non farsi seppellire dalle querele, e l'Italia viaggia come ha sempre fatto.

Non mi illudo, ne' di questo Governo, che ha gia' dimostrato di essere non migliore del precedente, ne' dell'Europa, che con la Costituzione ha gia' dimostrato di essere una oligarchia che, se potesse, imporrebbe la propria volonta'. Io credo che in Italia, ed in Europa, si dovra' lavorare molto affinche' la parola "democrazia" non sia un suono senza significato. E' fondamentale avere una economia liberale, dove l'individuo e' libero di fare impresa, senza essere schiacciato dal potere politico (con le tasse ed il conflitto di interessi) o dal potere economico di monopoli privati. Questi, a mio giudizio, sono i due problemi dell'Europa e dell'Italia moderni. Ho paura che gli interessi delle parti siano troppo forti per concedere al popolo sovrano la sua liberta' politica ed economica. Esiste molto lavoro da fare. Non esiste lo spazio per farlo.

31 dicembre 2006

notizie di fine anno


  • Romano Prodi: propaganda 2007 (parole, parole, parole...)
  • Angela Merkel: riduce il debito pubblico [1,2]

22 dicembre 2006

Consuntivo di fine anno

Indice degli articoli economici da Ottobre a Dicembre 2006

Stato Finanziario (definizione)

Stato Finanziario del cittadino medio
Stato Finanziario del cittadino medio: spese: conto corrente
Stato Finanziario del cittadino medio: spese: tasse

Stato Finanziario dell'Italia
Stato Finanziario dell'Italia: Spese: Politica
Stato Finanziario dell'Italia: Spese: Software (parte 1)
Stato Finanziario dell'Italia: Spese: Software (parte 2)
Stato Finanziario dell'Italia: Asset: Alitalia
Stato Finanziario dell'Italia: Asset: Ferrovie
Stato Finanziario dell'Italia: Asset: SIAE
Stato Finanziario dell'Italia: Debiti (parte 1)
Stato Finanziario dell'Italia: Debiti (parte 2)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita'
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Sheffield e George Washington)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Annuario ECB 2006-12)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Annuario EITO 2006)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Annuario ISTAT 2006)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Annuario OCSE 2006)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Annuario WorldBankGroup 2007)
Stato Finanziario dell'Italia: Competitivita' (Spagna vs Italia)
Piano Finanziario dell'Italia (2007,#1)
Piano Finanziario dell'Italia (2007,#2)
Piano Finanziario dell'Italia (2007,#3)
Piano Finanziario dell'Italia (2007,#4)
Stato Finanziario dell'Italia: Credit Rating (Fitch)
Stato Finanziario dell'Italia: Credit Rating (tabella)

Flussi Migratori delle Imprese

Consuntivo

I dati suggeriscono che l'Italia non si e' adeguata alla nuova Era dell'Informazione ed al Mercato Globale. L'Italia vive ancora nell'Era Industriale, con una politica economica il cui unico interesse e' quello di mantenere lo status-quo degli sperperi pubblici a scapito dei cittadini e delle imprese. L'Italia e' un paese in cui esiste il controllo dell'economia da parte della politica e di una oligarchia economica degli investimenti, che lavorano in sinergia nel creare barriere economiche alla nascita ed alla sopravvivenza di imprese giovanili libere da affiliazioni. L'autorita' garante della concorrenza e del mercato andrebbe riformata. Non e' chiara l'origine di tutti questi problemi; forse, l'origine di tutto e' il grado di intelligenza finanziaria del cittadino medio, la sua capacita' di autogestirsi, di indignarsi, di pretendere efficienza nell'amministrazione pubblica, e di pretendere una politica economica etica, ovvero una politica che sia consapevole e rispettosa del limite tra democrazia ed autoritarianismo, tra reale potere rappresentativo e potere arbitrario, tra rispetto ed abuso.

Lo scopo di questa mia analisi e' di valutare se l'Italia offre un clima favorevole alla mia sopravvivenza economica ed integrita' civile. I dati suggeriscono che l'Italia ha un clima economico non favorevole, e che non esiste reale dialogo tra cittadini ed istituzioni.

Nei prossimi articoli, pur mantenendo un osservatorio sull'Italia, stilero' una classifica di paesi OCSE in cui e' possibile emigrare. L'Italia non e' l'unico paese in queste condizioni, ma e' uno fra i peggiori. Esiste un elenco, in inglese, delle barriere economiche in atto in vari paesi. Il mio obiettivo e' quello di individuare un paese con clima economico favorevole, in cui mettere radici, avere prosperita', e metter su famiglia. Addio Italia.

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21 dicembre 2006

Re: "Where Does Apple Go from Here?"

Dear Editor,

I wish to comment on the article Where Does Apple Go from Here?" by Prof. Yoffie, on february 2004, and in particular on Apple Inc. struggling to make long term profits for investors.

The success of Apple Inc. is due in part to customer satisfaction and in part to the approach of business partners. For example, Sun Inc. has just released the new Software Development Kit for Java 6; this kit is available for Microsoft Windows, but not for Apple's OSX. Microsoft's position of dominant market player, and its huge revenues, allows Microsoft to literally buy consent against its competitors. The core difficulty at Apple is to have fair competition from Microsoft, so that Software Houses can develop applications that run on Apple's OSX too, in addition to Windows. In Italy, for example, the Government had meetings with Bill Gates, but not with Steve Jobs, and the Government demands professionals to use windows-only applications, such as DOCFA or PREGEO. Given the situation worldwide, Apple's new OSX 2007 will allow people to run Microsoft Windows application, thus conquering the hard way a slide of a market where Governmental antitrust authorities should work more, rather than take part to to the lobby.

[Letter to the Editor of "Working Knowledge for Business Leaders", Harvard Business School.]

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Annuario EITO 2006

Il Sole24Ore: Rapporto EITO: Cresce l'ICT (+3.8%) nella UE ma l'Italia stenta.

European Information Technology Observatory (EITO)

19 dicembre 2006

La finanziaria 2007 deprime il PIL, dice la CONFINDUSTRIA

La recente analisi del Centro Studi di Confindustria suggerisce che la finanziaria 2007 deprimera' la crescita del PIL dello 0,3%. Altri studi, pubblicati sul sole24ore di oggi, dimostrano fatti alla mano che le riforme strutturali tagliano i costi della politica per poi reintrodurre e maggiorare i costi stessi in altra veste. In sintesi, il Governo si appresta ad approvare una finanziaria di tasse e maggiori costi pubblici con effetto depressivo del PIL come "cura" al problema del debito pubblico e della recessione. E' importante che Prodi e Padoa-Schioppa siano meno arroganti, e che Prodi dimostri con i fatti il tanto millantato "dialogo". E' importante che tutti i partiti capiscano la situazione in cui versa l'economia, e che collaborino per un piano finanziario di risanamento che sia degno di tale nome. Uccidere lo Stato in nome del Comunismo e' inammissibile. Il Governo non si nasconda dietro un dito. Il bollettino BCE non esprime una promozione, ma una speranza. Le critiche della BCE sono identiche a quelle della OCSE, in linea con i numeri del debito pubblico. Ieri a Porta a Porta, Padoa-Schioppa non era affatto allarmato dalla dimensione del debito pubblico, di cui peraltro non conosceva i dati esatti. I dati dicono che l'Italia ha un'economia da terzo mondo, e che il Sudan e l'Etiopia stanno meglio di noi.

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15 dicembre 2006

lo stato finanziario dell'Italia: credit rating

Italia: imprese
impresadataFitch o.Fitch l.t.note
Banca Popolare dell'Emilia Romagna19/12/2006A-
Cassa Depositi e Prestiti15/12/2006AA-
Monte dei Paschi di Siena15/12/2006stabileA+
Telecom Italia1/12/2006stabileBBB+


Italia: stato, regioni, provincie, comuni, citta'
dataFitch o.Fitch l.t.Fitch s.t.S&Pnote
stato29/06/2005negativoAAF1[1]
stato19/10/2006stabileAA-A+[1]
dataFitch o.Fitch l.t.Fitch s.t.S&Pnote
Regione Piemonte (bond)16/11/2006AA-
dataFitch o.Fitch l.t.Fitch s.t.S&Pnote
Provincia di Brescia (Bond)18/12/2006A+
Provincia di Milano (Bond)19/12/2006AA+
Provincia di Udine20/11/2006AA-
dataFitch o.Fitch l.t.Fitch s.t.S&Pnote
Comune di Roma4/12/2006AA-
Comune di Taranto20/11/2006CCfallimento
Comune di Taranto28/11/2006C
dataFitch o.Fitch l.t.Fitch s.t.S&Pnote
Citta' di Foggia19/12/2006A-
Citta' di Gorizia28/11/2006AA
Citta' di Pistoia (Bond)15/12/2006AA-


Fitch Ratings

Standard and Poor's



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Bollettino ECB 2006-12

Note

Fonte: Bollettino della Banca Centrale Europea, Dicembre 2006 [en,it].

"Among the five countries currently in excessive deficit, deficits are projected to be brought or maintained below the 3% of GDP reference value in Germany, Greece and France. Two countries, Italy and Portugal, will continue reporting deficits above 3% of GDP. [...] Commission forecasts indicate the first decline in the public debt ratio since 2002, to slightly below 70% of GDP in 2006. This in turn reflects declines in debt ratios in the majority of countries, with the more notable exceptions of Italy--the country with the highest debt ratio--and Portugal." [pg. 68-9;en]

"Per quanto riguarda i cinque paesi attualmente soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, i disavanzi dovrebbero essere riportati o mantenuti al disotto del valore di riferimento del 3 per cento in Germania, Grecia e Francia, mentre nei restanti due paesi, Italia e Portogallo, essi continueranno a superare tale valore. [...] Le previsioni della Commissione segnalano la prima riduzione dal 2002 del rapporto fra debito pubblico e PIL, a poco meno del 70 per cento nel 2006. Il calo riflette a sua volta la diminuzione dei corrispondenti rapporti in gran parte dei paesi, con le rilevanti eccezioni dell’Italia--dove il rapporto debito/PIL è il più elevato--e del Portogallo." [pg. 72-3;it]

"The above aggregate developments reflect noticeable divergences across countries. Among the countries with significant imbalances, Greece and Portugal are expected to report sizeable improvements in cyclically adjusted balances. Moderate progress is expected for Germany and France. By contrast, Italy (also affected by the negative budgetary impact of a recent ruling by the European Court of Justice), Luxembourg and Austria are experiencing various degrees of worsening in their cyclically adjusted balances. [...] The aggregate budgetary consolidation in the euro area average to a large extent reflects adjustment efforts in Germany (as a result of continued expenditure restraint and indirect tax increases) and Italy (explained by the consolidation package in the 2007 draft budget as well as the fading away of temporary effects related to the above-mentioned court ruling). Among the countries in excessive deficit, only Portugal will continue to post a deficit significantly above the 3% of GDP reference value in 2007, while Italy’s deficit is projected to return to just below this threshold." [pg. 69,70;en]

"Gli andamenti aggregati sopra descritti riflettono differenze rilevanti fra i vari paesi. Fra i paesi che presentano squilibri significativi, i saldi corretti per il ciclo dovrebbero registrare progressi considerevoli in Grecia e Portogallo e miglioramenti di entità più modesta in Germania e Francia; per contro l’Italia (colpita anche dagli effetti fiscali sfavorevoli di una recente sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee), il Lussemburgo e l’Austria stanno sperimentando in misure diverse un peggioramento di tali saldi. [...] Il miglioramento dei conti pubblici aggregati nella media dell’area dell’euro riflette gli sforzi di risanamento della Germania (con il proseguimento della moderazione della spesa e l’incremento delle imposte indirette) e dell’Italia (grazie al pacchetto di risanamento contenuto nella legge di bilancio per il 2007 e al venir meno degli effetti temporanei della summenzionata sentenza). Fra i paesi sottoposti alla procedura per i disavanzi eccessivi, soltanto il Portogallo continuerà a presentare un disavanzo significativamente superiore al valore di riferimento del 3 per cento del PIL nel 2007, mentre il disavanzo dell’Italia dovrebbe riportarsi appena al disotto di questa soglia." [pg. 74;it]

"As for Italy, structural consolidation in 2006-07 is estimated to be sufficient to bring the deficit below 3% of GDP in 2007 in line with the country’s commitment. However, the total adjustment is projected to be slightly below the 1.6% of GDP minimum effort recommended by the Council and less than half of this adjustment will be attained in 2006." [pg. 71;en]

"Per quel che concerne l’Italia, si stima che il risanamento strutturale nel 2006-07 sarà sufficiente a riportare il disavanzo al disotto del 3 per cento del PIL nel 2007, coerentemente con gli impegni presi dal paese. La correzione totale sarà tuttavia leggermente inferiore allo sforzo minimo, pari all’1,6 per cento del PIL, raccomandato dal Consiglio, e sarà attuata per oltre la metà soltanto nel 2007." [pg. 75;it]

Commenti

La traduzione del testo originale da parte della Banca d'Italia e' corretta, a parte l'ultima frase, in cui la differenza sintattica lascia inalterata la semantica.

Usando il condizionale "dovrebbe", si esprime incertezza sugli effetti della finanziaria 2007. Il verbo esprime la speranza da parte della BCE che l'Italia rientri nei parametri e riduca il debito pubblico. Il verbo non esprime necessariamente approvazione per il contenuto della legge finanziaria 2007. Non e' infatti possibile esprimere un giudizio su di una legge non ancora approvata ed il cui contenuto non e' ancora definitivo. Sara' un uovo di pasqua per tutti, con sorpresa. Data la situazione, ogni giudizio e' necessariamente un pre-giudizio. A Gennaio la situazione sara' differente, sempre che il ricalcolo dei voti non faccia crollare il governo.

Usando la frase "risanamento strutturale 2006-7", la BCE ignora il fatto che non esiste alcun risanamento strutturale nel 2006, e il reale contenuto della finanziaria 2007 e' ancora da vedersi.

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14 dicembre 2006

Lo stato finanziario dell'Italia: debiti (2)

Nella tradizione giapponese, l'onore e' sacro. Il "seppuku" (suicidio rituale) e' l'atto finale di un uomo sconfitto. Da alcuni anni, a causa dell'economia stagnante, il Giappone ha il piu' alto tasso di suicidi al mondo [1,2]. Al 30 Novembre 2006, con dati 2005, il Giappone e l'Italia sono fra i primi dieci paesi piu' indebitati al mondo [3]. E' sufficiente leggere la classifica per capire il reale stato dell'economia in Italia. L'Italia, che siede ai tavoli della CE, OCSE, WTO e G8, crede di essere ricca e influente, e spende milioni di euro in "aiuti al terzo mondo". I numeri dicono che l'economia dell'Italia e' leggermente peggiore dello Zimbabwe, e leggermente migliore del Sudan, due paesi del terzo mondo.

paesedebito/PIL(%)Fitch
1Malawi (Africa)195.90B
2Lebanon (Asia)180.50B
3Seychelles (Africa)167.00n.a.
4Japan (Asia)158.00A
5Jamaica (America Sud)128.70CCC
6Zimbabwe (Africa)109.80C
7Italy (Europa Sud)108.80AA-
8Sudan (Africa)107.00CCC
9Greece (Europa Sud)106.80AA
10Ethiopia (Africa)106.20n.a.


(Germania 21, Francia 32, USA 37, UK 66)

Il debito pubblico dell'Italia consiste all'80% da titoli di stato. Se il Governo vuole spingere gli Italiani a fare seppuku, deve solo insistere con la sua vecchia politica. Il Governo osservi che chi ha i soldi (investitori) ed i talenti (giovani), e' libero di migrare all'estero. L'Italia, non a caso, e' un paese dove non si investe e la popolazione media e' vecchia. Il Governo osservi anche che una politica economica liberale crea le condizioni sufficienti per una immigrazione di capitali e di talenti. La soluzione e' sul tavolo. Fate la vostra mossa, ed il mercato reagira' di conseguenza.

La Banca d'Italia informa che il "Debito delle Amministrazioni Pubbliche" a fine Settembre 2006 e' salito a 1.601,483 miliardi di euro, un incremento del 4,36% rispetto allo stesso periodo del 2005, quando era a quota 1.534,467 miliardi di euro. (Banca d'Italia, Bollettino Economico, pg. 64, novembre 2006)---Il dato di fine anno non e' ancora disponibile. Il rapporto debito/PIL al 2005 era del 106,6%. Dato l'incremento del debito, il nuovo rapporto si attestera' intorno al 110%, superando lo Zimbabwe nella classifica degli stati piu' indebitati al mondo. Il debito pubblico procapite sale a circa 28000 euro. Il recente innalzamento del tasso di interesse sull'euro rendera' gli interessi sul debito piu' cari. E' prevedibile un nuovo ribasso dell'indice Fitch a gennaio, a seguito della manovra finanziaria e del consuntivo sul debito pubblico.

"Non risponde a veritá che dal prossimo anno le tasse diminuiranno. Risponde a veritá che diminuiranno via via che ci saranno risultati sicuri nella lotta contro l'evasione fiscale" (Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro del'Economia, RAI Radio Uno)

"Subito interventi strutturali, una Finanziaria di 38 miliardi di euro non saremo più in grado di farla" (Fassino, Corriere della Sera).

Questo e' il risultato di anni di sacrifici degli Italiani. Le finanziarie si susseguono insieme con i cosiddetti nomi illustri dell'economia, le tasse aumentano, il debito aumenta, e la Banca d'Italia si ingrassa. Come ha detto Alessandro Profumo al Corriere della Sera, "alle banche non spetta il compito dello sviluppo del Paese. Il nostro dovere e’ quello di creare valore per gli azionisti". Gli azionisti della Banca d'Italia saranno contenti, ma il paese e' sull'orlo del baratro, ed il terreno inizia a franare sotto i piedi.

La mia piu' grande meraviglia non e' l'enormita' del debito. Da molti anni ormai, economia e politica funzionano senza etica, senza metodo, e senza obiettivo, Il debito e' solo la parte piu' evidente del fallimento. La cosa che mi meraviglia, che mi rattrista, e' che nessuno ne parla. Si legge di tutto sui giornali, ma nessuno sbatte in prima pagina un articolo come questo. Oggi si e' assistito all'ennesimo teatrino, in cui il presidente del consiglio di turno rassicura il paese sul buon esito della finanziaria. Il fatto e', che da troppi anni si sentono le stesse parole. Cambiano i governi, ma il debito continua a crescere, le tasse ad aumentare, le pensioni a diminuire, la sanita' a funzionare sempre peggio, e l'economia ad avere il fiato corto. Esistono due pensionati ogni due lavoratori. Il paese e' vecchio, la politica e' vetusta, ed il paese sta crollando sotto il peso del “Debito delle Amministrazioni Pubbliche”. E' la senilita'. Una condizione in cui il vecchio ha difficolta' nel farsi da parte. Basta con il fascismo. Basta con il comunismo. Sono robe d'altri tempi. Basta con uno Stato che ruba dalle sue stesse tasche. Basta con la politica mafiosa. Basta all'economia senza opportunita'. Basta ad un paese vecchio che non accetta di farsi da parte. Basta con i giovani politici che sono una brutta copia dei vecchi. Servono idee nuove. Serve una politica che lasci libera l'economia di fare il suo mestiere, senza doverne pagare il pizzo. Si vede di tutto in Parlamento; parlamentari con la fedina penale sporca, drogati, pornostar, uomini travestiti da donna, piduisti. Possibile che il Parlamento Italiano sia caduto cosi' in basso? E io dovrei fidarmi di queste persone? Dovrei spendere la mia vita in un paese governato da queste persone?

Ultimo aggiornamento: 2006-12-13






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13 dicembre 2006

Lo stato finanziario dell'Italia: debiti

Se il debito e' pubblico, i suoi dati non possono essere privati. Malgrado la tautologia, I dati sembrano protetti da una cortina di ferro.


  • Da cosa e' composto il debito pubblico dell'Italia? Da anni ormai la "Banca d'Italia" ci comunica tramite i quotidiani che il nostro debito e' aumentato. Mai una volta che ci dica il contrario. Le leggi finanziarie ad-hoc si susseguono, ma il debito seguita ad aumentare. L'ultima notizia che ho a disposizione proviene da Repubblica, datata 12 Giugno 2006: Bankitalia, nuovo record per il debito pubblico: A marzo toccata quota 1.556,9 miliardi di euro, 4 miliardi in più rispetto a febbraio. In crescita del 6,8% le entrate tributarie. Il testo specifica che questo "e' quanto risulta dal Bollettino statistico della Banca d'Italia sulla finanza pubblica". Questo documento e' disponibile al pubblico? I dati che supportano la statistica sono anch'essi disponibili al pubblico? Se lo fossero, avrei la risposta che cerco. Il sito della Banca d'Italia riporta tre bollettini statistici per il 2006, datati 19-Aprile, 18-Giugno, 18-Ottobre. Poiche' l'articolo su Repubblica e' datato 12-Giugno, o Repubblica ha diffuso la notizia in anticipo, oppure in ritardo. Leggo i tre documenti, e scopro che in nessuno di essi compare la chiave "debito pubblico" o "deficit". Seguito a cercare nel sito, ma il dato non compare da nessuna parte.
  • Se il debito e' pubblico, il credito e' privato? Quando il Governo effettua i pagamenti per il debito pubblico, a chi versa i nostri soldi? Li versa alla Banca d'Italia? La Banca d'Italia non e' un ente pubblico; infatti, e' un consorzio di banche private. Dunque noi paghiamo le tasse al Governo, ed il Governo fa affari con un ente privato chiamato "Banca d'Italia" che a sua volta trae profitto dalle nostre tasse? Data l'esistenza di un ente privato che trae profitto dal debito pubblico, tramite lo Stato in affari con lui, esiste speranza che il debito pubblico venga ripagato in tempi brevi? Che senso ha "prestare" i nostri soldi allo Stato, tramite i BOT, quando lo stato chiede i soldi alla Banca d'Italia per pagarne gli interessi, indebitandoci?
  • Che fine fanno i soldi versati per il debito?


Dato che il debito e' mio, almeno in parte, vorrei sapere di cosa si tratta.

Aggiornamento (2006-11-18):

La Banca d'Italia informa sul debito pubblico tramite il suo Bollettino Economico. Come indicato dal Dipartimento del Tesoro, il debito pubblico e' composto da titoli di stato all'80%, e da un non meglio specificato "altro" per il restante 20%. La composizione dei titoli di stato indica che abbiamo 80.809 milioni di euro di debiti con l'estero.

Il meccanismo che tiene gli Italiani al guinzaglio e' dunque il seguente.

  • Lo Stato Italiano chiede alla Banca d'Italia di emettere pezzi di carta (titoli) sia sul mercato interno (BOT, CTZ, CCT, BTP e BTP€i) sia sul mercato estero (programmi Global, MTN e Carta commerciale). I titoli sul mercato interno sono venduti anche tramite Poste Italiane. L'interesse annuale su questi pezzi di carta e' piu' alto del tasso di inflazione annuo sulla carta moneta (altri pezzi di carta, emessi dalla Banca Centrale).
  • Le persone (fisiche o giuridiche) investono i loro risparmi acquistando i titoli di stato, cioe' scambiano carta con inflazione in carta con interesse, diventando creditori.
  • Lo Stato Italiano, che paga gli interessi sui titoli, contabilizza il suo debito, e l'interesse sul suo debito, come debito pubblico.


In sintesi, noi paghiamo a noi stessi gli interessi attivi sui soldi che abbiamo prestato allo Stato. Il gioco finanziario funziona solo se il numero di persone che investono in titoli di Stato e' inferiore al numero di persone che pagano le tasse, e se i titolari non riscuotono tutti insieme. Il problema con la emissione di titoli sul mercato estero e' che lo Stato Italiano ci sta' rendendo schiavi di altre nazioni. Ricordiamoci che l'Argentina e' andata in bancarotta a causa del suo debito pubblico con l'estero.

Questo e' l'andamento dei titoli di stato Italiani dal 1999 in milioni di euro, ordinati per anno, titoli emessi sul mercato estero, totale dei titoli emessi (estero+interno).




anno estero totale
1999 60.259,00 1.102.050
2000 71.731,00 1.114.558
2001 81.935,00 1.145.139
2002 82.144,00 1.142.936
2003 84.930,1 1.157.175,7
2004 85.987,95 1.184.244
2005 88.636,77 1.213.031,53
2006/10 80.809.43 1.280.858,06


Ricapitoliamo. Ad oggi, l'80% del debito pubblico consiste in titoli di stato e sul debito maturato. Noi paghiamo a noi stessi gli interessi attivi sui soldi che abbiamo prestato allo Stato, la qual cosa ci rende dei perfetti idioti. Ad aggiungere insulto ad ingiuria, la quantita' di titoli emessi e' in crescita dal 1999, ad eccezione del 2002, ed il 7.3% del totale consiste in titoli emessi sul mercato estero.

La riduzione del debito pubblico e' possibile solo riducendo il numero di titoli emessi. Lo Stato deve gestirsi con maggior efficienza, ovvero deve poter rinunciare ad una parte dei prestiti che noi gli facciamo, e deve rinunciare completamente ad emettere titoli sul mercato estero. Questo e' possibile solo tagliando gli sprechi, per poi ridurre il numero di titoli emessi.

Nuove domande:
- Chi ha autorizzato lo Stato ad emettere titoli nel mercato estero?
- Come sono stati spesi i soldi incamerati per i titoli?
- Da cosa e' composto il restante 20% del debito pubblico?

Iniziative collegate:
- Chiedere al Governo di bloccare immediatamente la emissione di nuovi titoli, sia sul mercato estero sia su quello interno.
- Promuovere un referendum per la abrogazione della legge che autorizza lo Stato ad emettere titoli nel mercato estero.


Aggiornamento (2006-12-13):

La Banca d’Italia informa che il “Debito delle Amministrazioni Pubbliche” a fine Settembre 2006 e’ salito a 1.601,483 miliardi di euro, un incremento del 4,36% rispetto allo stesso periodo del 2005, quando era a quota 1.534,467 miliardi di euro. Il dato di fine anno non e’ ancora disponibile. Il rapporto debito/PIL al 2005 era di 106,6%. Dato l’incremento del debito, il nuovo rapporto si attestera’ intorno al 110%, superando lo Zimbabwe nella classifica degli stati piu' indebitati al mondo. Il debito pubblico procapite sale a circa 28000 euro. (Banca d’Italia, Bollettino Economico, pg. 64, novembre 2006)

"Non risponde a veritá che dal prossimo anno le tasse diminuiranno. Risponde a veritá che diminuiranno via via che ci saranno risultati sicuri nella lotta contro l'evasione fiscale" (Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro del'Economia, RAI Radio Uno)

“Subito interventi strutturali, una Finanziaria di 38 miliardi di euro non saremo più in grado di farla” (Fassino, Corriere della Sera).

Questo e' il risultato di anni di sacrifici degli Italiani. Le finanziarie si susseguono, le tasse aumentano, il debito aumenta, e la Banca d'Italia si ingrassa. Come ha detto Alessandro Profumo al Corriere della Sera, "alle banche non spetta il compito dello sviluppo del Paese. Il nostro dovere e’ quello di creare valore per gli azionisti.” Gli azionisti della Banca d'Italia saranno contenti, ma il paese e' sull'orlo del baratro, ed il terreno inizia a franare sotto i piedi.




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