Mafia e Massoneria P2 sono il cancro della nostra societa'. Oggi si registra la istituzione di un principio fondamentale per la democrazia in Italia: la politica deve essere libera da associazione mafiosa. Cosi' come si esige ed ottiene un certificato antimafia per le aziende, il popolo sovrano esigera' ed otterra' un certificato antimafia per i politici ed i loro partiti. Oggi si e' fatto il primo passo concreto. Gia' si sentono dichiarazioni contrarie di alcuni fra politici e giornalisti, di cui e' bene ricordare i nomi per capire quanto estesa e subdola e' l'influenza della mafia nel nostro paese. Alcuni lamentano che questo atto cambiera' la geografia politica in Sicilia e Calabria. Noi altri speriamo che questo accada al piu' presto.
Quella di oggi e' anche una mia vittoria, una vittoria di tutti noi, pochi ma buoni, che abbiamo votato per l'Italia dei Valori. Stiamo cambiando l'Italia, e siamo guidati dall'Etica. Fra tutte le persone che ho votato, da circa venti anni a questa parte, Antonio DiPietro e' la prima che agisce in corrispondenza al programma elettorale, interamente basato sull'Etica; i nostri voti non sono stati spesi invano.
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5 aprile 2007
23 marzo 2007
"popolo sovrano" o "consumatore"?
La Costituzione divide la nostra societa' in due classi sociali:
- il "popolo sovrano", che gode dei diritti civili, e
- chi sconta una pena detentiva rieducativa, ovvero chi ha perso i suoi diritti civili per aver commesso effrazioni al codice penale.
Esiste un'altra divisione sociale, incostituzionale, ma pur sempre descritta negli atti del Parlamento e del Governo, e nelle trasmissioni della RAI, ovvero nei cosiddetti media ufficiali di Stato. E' la divisione fra i "consumatori" ed un'altra classe di cui e' facile intuire l'esistenza ma di cui non si fornisce alcun aggettivo. I "consumatori" siamo noi, gli altri sono loro, i "produttori", ovvero i banchieri, gli industriali, i politici, e gli stessi giornalisti, tutte persone che hanno accesso ai media in modo sistematico, e che usano i media per venderci di tutto. Cio' che e' "il popolo sovrano" per la Costituzione e' divenuto "il consumatore" per i citati media ufficiali di Stato.
Se e' possibile ignorare i media in generale, inclusa la RAI, non e' possibile ignorare gli atti Parlamentari. In politica, il linguaggio e' potere, ma il popolo sovrano non ha il potere di correggere il linguaggio della politica.
- il "popolo sovrano", che gode dei diritti civili, e
- chi sconta una pena detentiva rieducativa, ovvero chi ha perso i suoi diritti civili per aver commesso effrazioni al codice penale.
Esiste un'altra divisione sociale, incostituzionale, ma pur sempre descritta negli atti del Parlamento e del Governo, e nelle trasmissioni della RAI, ovvero nei cosiddetti media ufficiali di Stato. E' la divisione fra i "consumatori" ed un'altra classe di cui e' facile intuire l'esistenza ma di cui non si fornisce alcun aggettivo. I "consumatori" siamo noi, gli altri sono loro, i "produttori", ovvero i banchieri, gli industriali, i politici, e gli stessi giornalisti, tutte persone che hanno accesso ai media in modo sistematico, e che usano i media per venderci di tutto. Cio' che e' "il popolo sovrano" per la Costituzione e' divenuto "il consumatore" per i citati media ufficiali di Stato.
Se e' possibile ignorare i media in generale, inclusa la RAI, non e' possibile ignorare gli atti Parlamentari. In politica, il linguaggio e' potere, ma il popolo sovrano non ha il potere di correggere il linguaggio della politica.
21 febbraio 2007
alle urne (si spera)
Si e' concluso in anticipo il mandato Prodi. Peccato, perche' ci si stava facendo l'abitudine ai voltagabbana elettorali, agli indulti, alla droga legalizzata, ai matrimoni fra omosessuali, alla finanziaria di risanamento che non risana, ed alle riforme che non riformano. Di quel passo, fra altri sei mesi, si avrebbe avuto lo scioglimento del concordato fra stato e chiesa, il matrimonio poligamo, e l'uscita dell'Italia dai G8 a causa di un debito pubblico grande come il mare e che il Governo Prodi voleva ridurre con il cucchiaino. Peccato, perche' finalmente l'Italia sarebbe andata in bancarotta, la classe politica sarebbe stata spazzata via dal popolo a schiaffoni, gli industriali si sarebbero rimboccati le maniche, e si sarebbe ricostruita l'Italia su nuove basi democratiche, a partire dalla riscrittura dagli articoli 67 e 68 della Costituzione, per i quali la classe politica e' libera di agire arbitrariamente. Peccato.
10 febbraio 2007
le primarie dei cittadini
La mia opinione e' che le primarie non risolvono alcun problema. Vado in controtendenza, ma ho ragioni ben precise per farlo.
Il cittadino partecipa alle primarie perche' si e' reso conto del grande inganno delle elezioni, e cerca di intervenire il prima possibile per prevenire il danno dovuto alla candidatura di partito e successiva elezione di persone incapaci. Ma questo non e' un reale passo avanti verso una politica migliore; e' solo una ennesima ammissione del disagio del cittadino davanti alla quasi-oligarchia ed arbitrarieta' della politica Italiana.
In realta', scegliere non fa alcuna differenza per il cittadino. La ragione e' semplice: e' una scelta non per specifici programmi, ma per un colore politico, un ideale immateriale, ed il nome del suo "leader". All'indomani delle elezioni, e' il "leader" a decidere il nome degli assessori o dei ministri, con le solite brutte sorprese per i cittadini.
Io sono per una politica diversa. Io sono stanco di eleggere un solo rappresentante, perche' nessun singolo rappresentante ha mai riunito in se la mia volonta' in specifici argomenti. Sono stanco di un presidente del consiglio dei ministri che cerca di accontentare e rappresentare opinioni diverse sotto lo stesso ombrello politico, perche' il Governo ne risente, come i fatti hanno sempre dimostrato.
Io voglio eleggere direttamente i singoli ministri ed assessori, in base a specifici progetti. In democrazia, la maggioranza vince, ed il ministro che ha avuto maggiori voti ha il dovere di realizzare il progetto per il quale e' stato eletto. L'unione dei vari ministri o assessori forma il Governo o giunta, indipendentemente dal colore politico dei singoli ministri o assessori. Quel che conta non e' il colore politico unitario del Governo o della giunta. Quel che conta sono gli specifici programmi e la loro specifica realizzazione. Ogni ministro e' investito di potere dal popolo, e' responsabile per il suo progetto, e deve condurlo fino in fondo. Il presidente del Consiglio dei ministri/sindaco/presidente della regione, non sara' eletto direttamente dai cittadini, ma avra' una carica istituzionale super-partes, come il presidente della repubblica. Serve anche modificare l'articolo 68 della costituzione, perche' consente ai parlamentari di agire in modo arbitrario; i parlamentari, al pari dei membri del governo, devono invece rispondere davanti ai cittadini del loro operato. In una Italia dai mille volti, e voltagabbana elettorali, e' necessario dare maggiore potere ai cittadini. Lo scopo della politica non e' quello di dare potere al libero arbitrio di persone fotogeniche, ma e' quello di dare potere per specifici progetti in settori chiave dello Stato. Ogni ministro ha il dovere istituzionale di esercitare il potere che gli deriva dall'essere eletto democraticamente dai cittadini per uno specifico progetto in uno specifico settore della pubblica amministrazione.
Il cittadino partecipa alle primarie perche' si e' reso conto del grande inganno delle elezioni, e cerca di intervenire il prima possibile per prevenire il danno dovuto alla candidatura di partito e successiva elezione di persone incapaci. Ma questo non e' un reale passo avanti verso una politica migliore; e' solo una ennesima ammissione del disagio del cittadino davanti alla quasi-oligarchia ed arbitrarieta' della politica Italiana.
In realta', scegliere non fa alcuna differenza per il cittadino. La ragione e' semplice: e' una scelta non per specifici programmi, ma per un colore politico, un ideale immateriale, ed il nome del suo "leader". All'indomani delle elezioni, e' il "leader" a decidere il nome degli assessori o dei ministri, con le solite brutte sorprese per i cittadini.
Io sono per una politica diversa. Io sono stanco di eleggere un solo rappresentante, perche' nessun singolo rappresentante ha mai riunito in se la mia volonta' in specifici argomenti. Sono stanco di un presidente del consiglio dei ministri che cerca di accontentare e rappresentare opinioni diverse sotto lo stesso ombrello politico, perche' il Governo ne risente, come i fatti hanno sempre dimostrato.
Io voglio eleggere direttamente i singoli ministri ed assessori, in base a specifici progetti. In democrazia, la maggioranza vince, ed il ministro che ha avuto maggiori voti ha il dovere di realizzare il progetto per il quale e' stato eletto. L'unione dei vari ministri o assessori forma il Governo o giunta, indipendentemente dal colore politico dei singoli ministri o assessori. Quel che conta non e' il colore politico unitario del Governo o della giunta. Quel che conta sono gli specifici programmi e la loro specifica realizzazione. Ogni ministro e' investito di potere dal popolo, e' responsabile per il suo progetto, e deve condurlo fino in fondo. Il presidente del Consiglio dei ministri/sindaco/presidente della regione, non sara' eletto direttamente dai cittadini, ma avra' una carica istituzionale super-partes, come il presidente della repubblica. Serve anche modificare l'articolo 68 della costituzione, perche' consente ai parlamentari di agire in modo arbitrario; i parlamentari, al pari dei membri del governo, devono invece rispondere davanti ai cittadini del loro operato. In una Italia dai mille volti, e voltagabbana elettorali, e' necessario dare maggiore potere ai cittadini. Lo scopo della politica non e' quello di dare potere al libero arbitrio di persone fotogeniche, ma e' quello di dare potere per specifici progetti in settori chiave dello Stato. Ogni ministro ha il dovere istituzionale di esercitare il potere che gli deriva dall'essere eletto democraticamente dai cittadini per uno specifico progetto in uno specifico settore della pubblica amministrazione.
2 febbraio 2007
Annuario 2006 della "freedom house"
Freedom in the World - Italy (2006)
Freedom Of The Press - Italy (2006)
I due rapporti confermano quanto gia' sappiamo.
Freedom Of The Press - Italy (2006)
I due rapporti confermano quanto gia' sappiamo.
10 gennaio 2007
metodo elettivo
Il metodo elettivo con cui il popolo Italiano esercita la sovranita' costituzionale e' un metodo descritto mediante decreto legge, disegnato ed emesso dalla maggioranza uscente nella speranza di riconquistare il potere. Per etica politica, in una democrazia parlamentare, dovrebbe essere il Parlamento ad occuparsene, e mai il Governo.
In quanto sovrano, almeno in parte, chiedo quanto segue:
1. che il metodo principe della nostra democrazia sia riformato dal Parlamento, e non dal Governo;
2. che l'articolo 68 della costituzione sia riformulato in modo da invertire il suo contenuto, in modo da garantire che i candidati eletti rappresentano i loro elettori sulla base del programma politico per il quale sono stati votati;
3. che i ministri siano eleggibili direttamente dal cittadino, in base a specifici programmi elettorali;
4. che si sopprima la figura del candidato premier eleggibile, da sostituirsi con una figura istituzionale di manager politico, eletto collegialmente dai ministri eletti, ed il cui compito e' quello di coordinare il lavoro stesso dei ministri.
Cosi' facendo, i cittadini potranno esprimere la loro volonta' su specifici argomenti, senza dover cercare un colore politico uniforme per il Governo. Sara' possibile, ad esempio, avere un ministro dell'economia di destra, ed un ministro delle pari opportunita' di sinistra. In questo modo, si porra' fine al problema di doversi turare il naso e votare sulla base di un compromesso. Si avra' un Governo in cui i singoli ministri sono direttamente responsabili del loro programma e delle loro azioni davanti alla legge ed al popolo sovrano. Nel rendere le cariche direttamente eleggibili, si risolvera' anche il problema del numero dei ministeri, molti dei quali possono essere gestiti in modo piu' efficiente accorpandoli sotto un'unica carica elettiva. La campagna elettorale non sara' dunque uno scontro mediatico fra premier, ma una civile e ben informata discussione sugli specifici argomenti dei vari ministeri, in modo che il cittadino possa esprimere il suo giudizio critico indipendente in merito ai vari aspetti dell'attivita' di Governo, senza necessita' di delegare un premier. Il ruolo della minoranza cambia di conseguenza; non esistera' piu' la minoranza; i candidati non eletti avranno il dovere istituzionale di controllare l'attivita' di Governo.
Nel caso specifico di questa maggioranza, avrei votato come segue:
Ministro della Giustizia: DiPietro
Universita' e Ricerca + Pubblica Istruzione: Modica
Salute: Sirchia
Politiche Agricole Alimentari e Forestali + Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: Alemanno
Ricordo inoltre che questa maggioranza NON e' stata votata per istituire il matrimonio fra coppie omosessuali, ne' per aumentare il numero delle tasse e le loro aliquote. Questa maggioranza e' stata eletta per fare le riforme necessarie al taglio dei costi della politica, in modo da rendere lo Stato una macchina burocratica efficiente ed economica, e rendere l'economia Italiana una moderna economia di mercato liberale al passo con la concorrenza internazionale.
In quanto sovrano, almeno in parte, chiedo quanto segue:
1. che il metodo principe della nostra democrazia sia riformato dal Parlamento, e non dal Governo;
2. che l'articolo 68 della costituzione sia riformulato in modo da invertire il suo contenuto, in modo da garantire che i candidati eletti rappresentano i loro elettori sulla base del programma politico per il quale sono stati votati;
3. che i ministri siano eleggibili direttamente dal cittadino, in base a specifici programmi elettorali;
4. che si sopprima la figura del candidato premier eleggibile, da sostituirsi con una figura istituzionale di manager politico, eletto collegialmente dai ministri eletti, ed il cui compito e' quello di coordinare il lavoro stesso dei ministri.
Cosi' facendo, i cittadini potranno esprimere la loro volonta' su specifici argomenti, senza dover cercare un colore politico uniforme per il Governo. Sara' possibile, ad esempio, avere un ministro dell'economia di destra, ed un ministro delle pari opportunita' di sinistra. In questo modo, si porra' fine al problema di doversi turare il naso e votare sulla base di un compromesso. Si avra' un Governo in cui i singoli ministri sono direttamente responsabili del loro programma e delle loro azioni davanti alla legge ed al popolo sovrano. Nel rendere le cariche direttamente eleggibili, si risolvera' anche il problema del numero dei ministeri, molti dei quali possono essere gestiti in modo piu' efficiente accorpandoli sotto un'unica carica elettiva. La campagna elettorale non sara' dunque uno scontro mediatico fra premier, ma una civile e ben informata discussione sugli specifici argomenti dei vari ministeri, in modo che il cittadino possa esprimere il suo giudizio critico indipendente in merito ai vari aspetti dell'attivita' di Governo, senza necessita' di delegare un premier. Il ruolo della minoranza cambia di conseguenza; non esistera' piu' la minoranza; i candidati non eletti avranno il dovere istituzionale di controllare l'attivita' di Governo.
Nel caso specifico di questa maggioranza, avrei votato come segue:
Ministro della Giustizia: DiPietro
Universita' e Ricerca + Pubblica Istruzione: Modica
Salute: Sirchia
Politiche Agricole Alimentari e Forestali + Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: Alemanno
Ricordo inoltre che questa maggioranza NON e' stata votata per istituire il matrimonio fra coppie omosessuali, ne' per aumentare il numero delle tasse e le loro aliquote. Questa maggioranza e' stata eletta per fare le riforme necessarie al taglio dei costi della politica, in modo da rendere lo Stato una macchina burocratica efficiente ed economica, e rendere l'economia Italiana una moderna economia di mercato liberale al passo con la concorrenza internazionale.
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